Amorphophallus, Aro titano: fiore più grande del mondo

Nome derivato dal greco amorphos-informe e phallós-fallo , a causa del polimorfismo dell'appendice dello spadice. Pianta con rizoma tuberoso, dal quale nasce la grande infiorescenza eretta, molto prima dell'apparizione delle foglie pedato-composte, le quali non spuntano, in ogni modo, prima della fine della fioritura.
Le specie sono quasi tutte asiatiche, tranne alcune africane, e sono soltanto parzialmente in coltivazione per le loro proporzioni gigantesche e per lo sgradevolissimo odore delle infiorescenze che viene emanato, come da altre piante, per attirare gli insetti necrofili, come pronubi dell'impollinazione.

Specie coltivate:
Amorphophallus bulbifer, con infiorescenza verde, rossa o rosa, portata da uno stelo alto circa cm 30;
Amorphophallus rivieri
con tubero largo cm 25, infiorescenza con spadice rossastro e spata maculata in verde e viola; anche lo stelo, che raggiunge il metro d'altezza, è screziato. Le foglie, che appaiono dopo la fioritura, sono portate ognuna da un lungo picciuolo radicale marmorizzato e si aprono a ventaglio; è originario della Cocincina;
Amorphophallus titanum
, di Sumatra, è una delle più grandi Araceae, con picciuoli lunghi sino a m 5 e lobi principali e le foglie di m 3 di larghezza: non è in coltivazione.

Coltivazione:
gli Amorphophallus necessitano di un minimo di temperatura di 10-13°C e di un composto fatto di parti uguali di terra fibrosa, terra di foglie, torba, letame e sabbia; il drenaggio deve essere ottimo. Mezza ombra, innaffiature frequenti in estate, moderate nelle stagioni intermedie ed assolutamente sospese da novembre a febbraio per consentire il periodo di riposo. La moltiplicazione avviene per bulbetti che si formano intorno al tubero principale, distaccati ed invasati in fine inverno. Può anche essere seminato in primavera ad una temperatura di 24°C.

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